Artiste, manager, sportive, imprenditrici: tutte unite in attesa della scelta. Domani, al Mibact, il ministro Franceschini leggerà il nome della vincitrice

 

di Valeria Gianoglio, 15 febbraio 2018

C’è chi, come la manager culturale e responsabile del teatro Eliseo, Marianna Deiana, pensando ad anni di spostamenti continui, progetti e fatiche, ricorda che «quel titolo, di Capitale italiana della cultura, ce lo meritiamo eccome, perché se siamo riusciti a fare cultura, finora, da una “periferia”, figuriamoci cosa potremmo fare con ben altri mezzi. Figuriamoci come potremmo valorizzare ancora di più il grande sottobosco di artisti e cultura che già possediamo». E chi, come la fondatrice della casa editrice Ilisso, Vanna Fois, pur provata dall’influenza, ripete che in fondo, il messaggio più bello, di questa grande sfida che è per Nuoro la candidatura a Capitale italiana della cultura 2020, è quello del saper osare. «Davvero – dice, raggiunta al telefono – io credo che questo percorso, a prescindere da come andrà a finire, a prescindere dalle certificazioni, sia comunque servito a osare e a diffondere molta autoconsapevolezza. E già questo ritengo che costituisca una grande vittoria. Io credo, ho sempre creduto nell’impegno e nell’osare, è stato lo spirito sin dall’inizio che ho usato per fondare, dal nulla, la Ilisso».

E nel mezzo, tra un ricordo, un augurio e una piccola riflessione sulla candidatura di Nuoro – che domani, al ministero dei Beni culturali, toccherà la sua giornata clou con la scelta finale – c’è il variegato mondo delle donne nuoresi, per nascita o di adozione, che con il loro lavoro spesso silenzioso hanno contribuito a vario titolo a far conoscere il nome di Nuoro anche al di fuori dei confini isolani. Ne hanno portato con orgoglio il nome, ne hanno difeso con tenacia le sue arti migliori.

Insegnante di musica e canto da una vita, fondatrice di un complesso vocale che dopo 33 anni continua a conquistare applausi e successi, Franca Floris lo dice subito che «nuorese, in realtà, non lo è», in quanto nata ad Alghero ma che nel capoluogo barbaricino si è insediata con convinzione da tanti anni per una scelta molto precisa. «Questa è la città dove ho scelto di vivere – dice – e di coltivare le mia passioni. Sono convintissima delle potenzialità nuoresi, del fermento culturale che c’è a Nuoro, e nel mio campo è ancora più tangibile. Le carte per il titolo, insomma, Nuoro ce le ha ma ciò che secondo me importa davvero, è che al di là del fatto che Nuoro diventi o meno Capitale della cultura 2020, e del fatto che conquisti il titolo assegnato dal ministero a Roma, è che si continui a lavorare con onestà intellettuale in questo percorso culturale. Perché il lavoro serio, alla fine, ripaga e ritorna sempre». «Io, in questo percorso per Nuoro capitale della cultura 2020 credo tantissimo, sin dall’inizio – dice, dal canto suo, Anna Gardu, l’artista del dolce, raggiunta al telefono mentre è impegnata nel modellare la pasta di mandorle per realizzare alcune nuove creazioni – questa è una città e un territorio che meritano tanto, che preservano tante preziosità, che ciascuno di noi cerca di tramandare al meglio, ognuno nel suo campo. Farò il tifo per Nuoro, domani. E lo farò pensando al simbolo dell’intreccio, della tela, che ho scelto qualche tempo fa proprio per il progetto Nuoro capitale: ho riportato sul filindeu i volti dei grandi nuoresi».

E tra le nuoresi protagoniste del percorso di Nuoro capitale e tra le tante tifose del capoluogo barbaricino nella sfida al ministero, insieme a Martina Murru, la giovane nuorese nella Nazionale femminile under 17 di calcio a 5, c’è anche Daria Canu, la giovane che con un suo disegno e annesso slogan ha conquistato la giuria del Comune che doveva scegliere il logo ufficiale per la candidatura di Nuoro. «È stata una sorpresa bellissima, scoprire che avevano scelto il mio disegno – spiega la giovane studentessa nuorese, impegnata a Cagliari negli esami del corso di laurea in Tossicologia – ho disegnato una spirale perché rappresenta tante cose, ha un principio ma non una fine. E a Nuoro auguro davvero che questo della Capitale della cultura sia solo l’inizio di un lungo percorso. Sapevo sin dall’inizio, ci credevo tanto, nel fatto che saremmo entrati nella short list, perché abbiamo tutte le carte in regola per farlo. E domani, il giorno della decisione del ministero, continuerò tifare per la mia amata città».