di MARCELLO FOIS

 

Nuorese, come attributo, come cosa di alto valore culturale, scaturita attraverso un lavoro spesso sotterraneo. Mi piacerebbe che dire NUORESE significasse in automatico esprimere qualcosa che sorge in continuità. Quindi forte di una fortezza intesa e fraintesa, troppo spesso inesprimibile, ma solo perché mancava il giusto termine. NUORESE in quell’accezione: antica e atemporale, forse moderna nel significato immortale di questo termine. Più che contemporanea, più che vecchia. È un punto chiave totalmente perfetto questo posto perché riunisce tutte le istanze che fanno del termine NUORESE un paradigma. Un dato caratteriale e insieme un modo di elaborare il mondo che fa convivere in armonia l’estremo passato e l’estremo presente. Quanto al futuro, nella parola NUORESE, c’è l’idea precisa di un processo che ha senso solo in rapporto ai tempi precedenti. Chi non semina non raccoglie, chi non ha seminato non ha raccolto. Come tutte le parole NUORESE può essere altamente perigliosa, può sembrare limitata e limitativa. E come per tutte le parole anche NUORESE potrebbe finire di proprietà di chi la grida di più, da chi l’abusa di più. Ma questa è una parola che sopravvive a qualunque abuso. Sembrava che fossimo morti dopo l’Atene Sarda, che NUORESE significasse solo quanto si può definire nel cortile o nel campanile. Invece no, se vogliamo NUORESE vorrà dire “lavorare tenacemente, anche sottotraccia, per affermare una propria idea di centro”. Se vogliamo, la parola NUORESE può diventare uno stile di vita attraverso il quale si supera con cultura, e con la coltivazione intensiva dei talenti, ogni apparente, o reale, handicap. Siamo stati i soli a pensare che isolani non significasse isolati: questo è NUORESE. Abbiamo riflettuto su noi stessi in tempi non sospetti fino a capire che cittadini del mondo non significa colonizzati. A dispetto di tutti e di tutto, la fonte carsica del nostro senso del mondo, ha equilibrato perfino le nostre incapacità. Quando ci credevamo spenti eravamo silenziosi e febbrili. Questa città di periferia ha espresso, ed esprime, una tale serie di talenti da far impallidire luoghi definiti centrali. Ininterrottamente, senza mai fermarsi. NUORESE vuol dire anche nessuna gratuità e nessuna concessione. Questa piazza ancora una volta ne è l’esempio. Fatto alla NUORESE deve voler dire anche “fatto da persone che hanno posposto i propri interesse di cortile a una causa assai più estesa, e nell’accordo hanno contribuito tutti insieme al più grande progetto in comune che una città salvata dalla cultura possa intraprendere”. Noi siamo una Capitale Mondiale della Cultura, si è scritto di noi, e da noi, come di Chicago o Buenos Aires o Berlino. Se ci eleggeranno Capitale Italiana della Cultura sarà una sorpresa per tutti fuorché per i nuoresi. E questo è NUORESE.

tratto da Sardinia Post